Il piacere del macabro
Di Matteo Masetto   
Mercoledì 05 Gennaio 2011 12:26

Un’informazione a misura di thriller e gossip

 

Yara Gambirasio, Sarah Scazzi, i coniugi di Erba, Ciccio e Tore, Meredith Kercher,  Tommaso Onofri , Samuele Lorenzi  ma potrei citarne ancora per qualche minuto esempi di come tragedie familiari siano diventate il topos dei nostri telegiornali. Le notizie di apertura non parlano più di politica, cultura, economia e società ma di cronaca, cronaca nera per innestare nella gente il terrore e al tempo stesso l’interesse e la commiserazione per i sentimenti più tristi che si possano provare. Un’abile tecnica di non informare o farlo in malo modo perché dispiace ammetterlo ma questi tristi fatti si sono sempre verificati, solo che la loro risonanza veniva confinata ai giornali locali.

 

Approfondimenti, plastici, prime serate e programmi d’inchiesta per seguire sempre più da vicino sospetti e vicende giudiziarie che dovrebbero rimanere confinate nelle aule del tribunale e non profanate per fare spettacolo e alzare il livello di audience. Si tratta di colpi al basso ventre che vengono inflitti all’ informazione in favore di vere e proprie campagne mediatiche sponsorizzanti il piacere per il macabro.

Se in tempi  meno recenti si concludeva il notiziario con qualche notizia di gossip ora si aggiunge un’ altro espediente per mortificare quel poco che la politica attuale sa offrire oltre la bagarre e l’azzuffata in tv. Giocare con la sensibilità delle persone è un circolo sadico aperto dall’ intera industria televisiva che preferisce parlar d’altro e non affrontare i veri fatti ma le semplici notizie, che soggiogata dai poteri forti sceglie di tacere e piegarsi, che vuole creare un opinione sociale più tipica del genere ovino che si muove in gregge piuttosto che analitica, approfondita e con una dialettica di alto livello.

Vorrei lanciarvi una proposta : cominciate a seguire i telegiornali cinque minuti dopo i titoli di presentazione forse non vi perderete niente di così interessante o ciò che i direttori ritengono tale.

Matteo Masetto