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                                                                                                                                       Lasciare i giovani al comando potrebbe essere una soluzione per mantenere in piedi le nostre imprese al collasso. Gli imprenditori del nord est hanno fatto cose straordinarie staccandosi dall’impresa madre e partendo da zero, ma nascendo in un’epoca molto meno complessa probabilmente non hanno mai dato troppa importanza ai servizi per i clienti, non hanno puntato sulla ricerca e non hanno mai capito nulla di finanza. Forse proprio perché partivano dall’esperienza pura senza aver adempiuto dei percorsi formativi qualificanti che poi molti non hanno retto alla crisi.

Adesso però che è tutto cambiato e stare al passo con i tempi è difficile: più concorrenza, regole del mercato ristrette, aumento della burocrazia e tanti altri problemi anche legati a leggi più restrittive e nuove, mercati che non si conoscono più, nuovi gusti, nuove tecnologie.

Capire le trasformazioni e gestirle non è cosa facile per chi fa da tanti anni lo stesso lavoro. L'imprenditore che per anni ha lavorato in un modo si trova di fronte  a nuove sfide talvolta traumatiche per l'azienda, che spesso cade nelle mani di familiari che non hanno fatto formazione sia all'interno della propria azienda che all’esterno in altri gruppi.

Secondo gli esperti un passaggio generazionale su due è gestito con difficoltà, ne consegue che la maggior parte delle aziende con un fatturato superiore ai 10 milioni è gestito da ultrasessantacinquenni, e se l’esperienza ha i suoi vantaggi in realtà i dati dicono tutt’altro. Infatti il momento del cambio generazionale  non può che significare cambiamenti nell'organizzazione, nuovi prodotti, nuovi mercati, ma soprattutto un efficace meccanismo di controllo di gestione.

Nascono così una serie di figure che mettono in relazione nuove e vecchie generazioni d’imprenditori: i consulenti esterni o tutors aziendali che creano un ponte tra nuove e vecchie generazioni programmando inserimenti che prevedano responsabilità di aree di business o di specifici mercati, per poi salire a ruoli sempre più rilevanti.

 

E’ finalmente passato il mese di Aprile e le notizie sul matrimonio di William e Kate non sono più in primo piano nei titoli dei giornali e telegiornali di mezzo mondo. Per essere una fiaba…è terribilmente noiosa, non è certo una cameriera la sposa di William, non è certo la Cenerentola “de noantri”. Quello che sta dietro a tutto questo carrozzone mediatico è palpabile da chi ne ha abbastanza di false favole disney decorate da stucchevoli gingilli principeschi che le aziende tentano di vendere a quelle ragazzine nate con il mito che se sono abbastanza brave, dignitosamente silenziose e non esageratamente sottopeso forse un giorno potranno sposare un principe. In completo accordo con Laurie Penny nel suo articolo "Il culto delle Pricipesse" pubblicato nel "New Statesman" riporto alcuni pensieri rielaborati che condivido pienamente sul rischio di influenza dei mass media e delle mode soprattutto per le giovani ragazze. I messaggi che passano i canali di comunicazione nascosti dietro un matrimonio reale sono incanalati nell’ottenere più o meno vendite di questo o quel prodotto. In questo periodo inoltre pare aumentata la vendita del libro per ragazzine “Il manuale della Principessa” dove ci sono interi capitoli su come trattare la servitù, sono aumentate naturalmente le vendite dei vari prodotti della linea Principesse della Disney nonchè ninnoli sbrilluccicanti simili a quelli di Kate. La storia di Cenerentola

 

Sabato 16 aprile, l'Associazione padova104.com ha incontrato gli studenti delle classi quinte del Liceo Scientifico Tecnologico "Francesco Severi, in autogestione"!Quando si arriva in quinta superiore, ogni ragazzo e ragazza deve affrontare 2 questioni fondamentali che caratterizzeranno il proprio futuro: l'esame di Stato e cosa fare da grandi. Le domande sono molte e le certezze poche: cosa mi piace fare? sono portato per lo studio o preferisco lavorare? riuscirò ad affrontare l'università? quali porte mi apro frequentando Giurisprudenza piuttosto che Ingegneria o Economia o Medicina o quant'altro? come fare per il test di ammissione??Insomma, si rischia di IMPAZZIRE!!

 

Venerdì 8 aprile presso il Centro Parrocchiale san Sebastiano, don Marco Cagol di fronte ad una quarantina di ospiti, tra i quali il Sindaco di Vigonza Nunzio Tacchetto, è venuto a presentarci la Dottrina Sociale della Chiesa. Un argomento spesso scomodo, soprattutto in un momento di crisi politica come quello che sta vivendo la nostra amata Italia in questo periodo.

 

Sei ormai all'ultimo anno delle scuole superiori e non hai ancora scelto quale facoltá intraprendere l'anno prossimo? Vorresti sapere qualcosa in piú delle lezioni? Del rapporto professore-studente? Delle biblioteche? Cos'é un aula studio? Delle mitiche feste universitarie di cui tutti parlano?

Noi giovani dell' associazione padova104.com stiamo portando avanti un'iniziativa che proponiamo ai ragazzi delle scuole superiori al fine di aiutarli a scegliere la facoltà universitaria più giusta per le loro attitudini.

In particolare abbiamo ora deciso di rivolgerci ai ragazzi di V superiore degli istituti superiori della Provincia di Padova, dando loro una mano - o anche solo un'idea - per capire meglio cosa sia la vita universitaria, mettendo a fuoco soprattuttto l'importanza di compiere una scelta mirata, che poi sfocierà in un percorso di vita importante e caratterizzante per ciascuno. 

 

Una vita senza futuro, senza progetti. Del resto, chi si può permettere dei progetti, quando non puoi comprare un mobile a rate o fare un mutuo per la casa? Sei appesa al nulla.

Giovanna, trentasettenne, precaria all'ufficio cassa di un ospedale abruzzese, campa da dodici anni di proroghe di tre, sei mesi del contratto: il presente le offre molto poco. Ma è molto, molto meglio del futuro, che è diventato un incubo. L'incubo della tagliola: "Il contratto scade a fine gennaio. Chi sa cosa succederà? lo ho paura".

Gianluca, 29 anni, laureato in Scienze della comunicazione, tre anni nel call center di una grande azienda, il contratto l'ha già perso. Scade a fine dicembre e sa già che non glielo rinnoveranno. "Cosa faccio? Torno dai miei. Non ne ho nessuna voglia e la sento come una sconfitta. Ma non posso stare in mezzo alla strada. E poi? Boh. Ho provato a chiedere in giro, ma i miei amici stanno come me".

Giovanna e Gianluca sono due vittime immediate della La crisi economica, la recessione. Ma questa non è una crisi come le altre che l'hanno preceduta. E' diversa, perché ha delle vittime predestinate.

 

Mercoledì il sindaco Patron ha ceduto la sua fascia a un ragazzo delle Scuole Medie G. da Cavino e non è uno scherzo!!  Aula consiliare ha visto schierarsi assessori e consiglieri ragazzi della quinta elementare e delle scuole medie di Campodarsego  per presentare un progetto nato nel 2007 sotto l’amministrazione Candiotto per trovare la sua espressione nel CCRR, il Consiglio Comunale dei Ragazzi e delle Ragazze.

Gli obiettivi perseguiti da questi giovani amministratori sono l’educazione alla democrazia, alla tolleranza e alla solidarietà, sensibilizzando i loro coetanei alla vita pubblica locale e sviluppando un senso critico per esser coscienti che il futuro li vedrà protagonisti.

Tra i progetti portati a termine ci sono dei laboratori sulla giornata della memoria e del periodo bellico attraverso le testimonianze dei loro nonni. Il più riuscito è sicuramente però il cartellone che recitava: “Una palestra più fornita, ti migliora la vita”, vedendo così arricchito il plesso scolastico di nuove attrezzature grazie al contributo delle famiglie.

 

L'intervista proposta è volta a soddisfare qualche curiosità in campo universitario. A tal proposito, come ben sappiamo, una volta terminato il quinquennio di scuola media superiore, a chi decide di proseguire gli studi, attende una scelta di fondamentale importanza: la facoltà universitaria.

C'è chi racchiude il classico “sogno nel cassetto” fin da bambino, chi  aspira ad avere un rilevante conto in banca, chi vive una crisi di indecisione e non riesce a trovare il “proprio posto”. La “fatidica” scelta però non deve fondarsi su castelli immaginari: si tratta di una decisione che ci permetterà di costruire il nostro futuro e realizzare il nostro sogno, ma come purtroppo sappiamo i sogni non hanno consistenza e necessitano di un supporto per essere realizzati.

Questo supporto è costituito da un'appropriata conoscenza dell'ambiente universitario anteriore all'iscrizione, e per garantire tale conoscenza è utile rivolgersi a chi respira ogni giorno l'aria universitaria. Naturalmente i nostri sogni per quanto supportati necessitano di determinazione, interesse e passione per l'ambito scelto e non è detto che si rivelino sempre come ce li aspettiamo, ma inseguirli vale sempre la pena.

 

Il nostro Paese si contraddistingue per l’elevato livello di cultura e per l’inestimabile patrimonio artistico presente nel territorio che da secoli affascina e ispira i più grandi intellettuali del mondo, basti pensare che nel ‘700 l’ italiano era percepito in tutta Europa come una grande lingua di cultura, accolta, per esempio, da Montaigne per scrivere il suo giornale di viaggio e scelta da Mozart per dare consistenza alla sua musica immortale. Troppo spesso però la maggior parte degli italiani considera la cultura come un inutile orpello o nei migliori dei casi si appiattisce in un “culturalismo” di infima lega del tutto sterile per la società.

Un osservatore attento può invece notare che in un momento di profonda crisi e cambiamento come quello che stiamo vivendo le risposte migliori per lo Stato e il mondo del lavoro nascono proprio da quei laboratori di cultura che confrontandosi quotidianamente con il pulsare vivo dell’ esperienza lanciano proposte innovative. Ecco che la scarsa predisposizione degli italiani a “tentar le essenze” (Galileo Galilei) si trasforma in un danno inestimabile anche per l’economia del Paese e l’efficienza dello Stato.

 

Martedì 11 Gennaio l’Istat ha pubblicato i dati sulla disoccupazione giovanile in Italia. Se avete dai 15 ai 25 anni vi invitiamo a sedervi prima di leggerli poiché la situazione appare molto buia: la disoccupazione in tale fascia d’età colpisce ben il 28,9% degli interessati, in pratica 3 ragazzi su 10 non riescono a trovare lavoro! Negli ultimi mesi il dato è peggiorato del 2,4% e non sembra che nel breve periodo ci possano essere i margini per un miglioramento. Crisi o non crisi qua le cose si mettono male!

 

Prima migliora l'economia, a ruota, la segue dopo alcuni mesi il mercato del lavoro. Questo ci hanno insegnato gli economisti. Allora che fare se la ripresa, quando c'è, continua a essere fiacca? La disoccupazione giovanile degli Italiani sarà costretta a stagnare al 28,9% per sempre?

No! Gli stessi economisti ci hanno insegnato che la crisi ha cambiato le regole. Ma è bene essere chiari fin da subito: non esistono soluzioni pronte e di immediata attubilità. Possiamo accorciare i tempi della ripresa dell'occupazione giovanile formulando una strategia di lungo periodo. Siamo il secondo paese industriale UE: solo tutelando, promuovendo e rafforzando le attività e i distretti produttivi riusciremo a creare nuovi posti di lavoro, con la peculiare attenzione a non far scappare i grandi investimenti internazionali, soprattutto quelli comunitari.