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La discussione sulla partecipazione degli iscritti e dei simpatizzanti nella scelta dei candidati è ormai all’ordine del giorno per le democrazie europee, soprattutto in un momento come questo nel quale i cui partiti sono avvertiti dalla popolazione sempre più distanti dalla società civile. La classe politica viene accusata di costruirsi “una professione” infatti lo sciorinare orpelli a destra e a sinistra è diventato più importante che rispondere a concetti di servizio della comunità. Arrivati al limite della sopportazione sia dei candidati che ci propinano sia dei loro slogan adesso più che mai ha senso una selezione più competitiva delle candidature politiche, con lo scopo di raggiungere una maggiore democratizzazione all’ interno dei partiti. E’ tuttavia assai dubbio che il termine 'democratizzazione' sia il più appropriato per descrivere questo processo. Le primarie e il voto degli iscritti possono rafforzare il ruolo degli iscritti nella scelta dei candidati, ma finché la leadership è in grado di regolare e condizionare tale processo, le scelte degli iscritti rimarranno inefficaci. La partecipazione degli iscritti riduce il potere della dirigenza nella scelta dei candidati, ma le consente di accrescere il proprio potere emarginando i centri di potere alternativi, come le strutture intermedie del partito che a volte si spendono molto a livello locale. Ecco perché le primarie in Europa difficilmente svuoteranno i partiti com’è accaduto negli Usa: finché le primarie sono regolate dai partiti e limitate agli iscritti, il partito europeo di massa sopravviverà.
Il fallimento o il successo alle ultime elezioni amministrative ha il sapore del cambiamento. Tranne rare eccezioni i cittadini hanno scelto di voltare pagina rispetto alla situazione precedente, non riconoscendosi più nelle facce dei soliti noti. . Una svolta che si ritiene necessaria non solo per il parziale fallimento della politica attuale ma anche in termini di carrierismo. Mettersi al servizio di altri, perchè grazie al loro consenso, ora questi possono non più badare solo alle faccende della famiglia o della propria azienda ma dell' intera res publica. Un incarico che assomiglia molto alla carriera del manager, in cui si lavora su mandato o commissione e finito il proprio compito ci si rimette a disposizione. Queste che sembrano banalità non trovano corrispettivo ad esempio nel nostro parlamento perchè sbirciando su un sito quale openpolis cè un ampia sezione che elenca i veterani della classe dirigente. Sul podio per quanto riguarda la camera dei deputati troviamo al comando on. Mirko Tremaglia con un record davvero invidiabile: 39 anni e 12 giorni, mentre al senato a fare da capofila ci pensa l'on. Beppe Pisanu con 37 e 21 giorni.
Dalla fine della prima Repubblica nel nostro paese si discute molto sul sistema elettorale, che è stato per svariati anni perenne oggetto di contrastate riforme. Oggi volevo far riflettere sul sistema elettorale USA, poi più avanti passerò in rassegna altri i principali sistemi elettorali: Inghilterra, Germania e Francia. La natura del sistema elettorale degli Stati Uniti è piuttosto complesso poiché ci sono una moltitudine di uffici elettivi e molte elezioni che non sono tutte tenute con lo stesso sistema. Ricordo che gli Stati Uniti sono una repubblica presidenziale a carattere federale ed ogni Stato ha un proprio sistema elettorale (per esempio la maggioranza degli Stati vota con il collegio maggioritario, il Maine e il Nebraska votano con il sistema proporzionale). Il presidente e vicepresidente, sono eletti ogni quattro anni; il Senato che è formato da 100 membri, due per ogni stato, si rinnova per un terzo ogni due anni mentre la Camera dei Rappresentanti con 435 membri si rinnova per intero con le elezioni di mid-term ogni due anni. Fa riflettere il dato numerico: si pensi che la popolazione dell’America del Nord è più di 310 milioni e ha meno rappresentati dell’Italia in Senato.
"Mancano ormai pochi giorni agli attesi 15 e 16 maggio 2011. Giorni come tanti, ma in cui i nostri essenziali voti sommandosi eleggeranno i “nuovi sindaci” in molti comuni fra cui le vicine Abano e Montegrotto Terme.L’evento, pur essendo di estrema importanza, non suscita a tutti l’interesse che merita; d’altronde il diritto di voto è ormai scontato per la “generazione patatine e playstation”. Eppure ci sono volute guerre, rivoluzioni, classi non considerate e gentil sesso escluso per secoli, prima di arrivare all’attuale condizione. Un minimo di riconoscenza verso il passato credo sia di dovere; ma ancora più importante è sfruttare al meglio questo fondamentale diritto; con ciò mi riferisco negativamente a chi vota il partito a priori, a chi sventola bandiere senza conoscerne la storia ne tanto meno il significato, a chi porta all’estremo un’idea per vantare di aver preso una netta posizione, a chi non vota per disinteresse, a chi perde la ragione lasciandosi guidare bendato. Questa benda viene tolta solo per vedere ciò che “si vuole vedere” e coprendoci il volto nella maggior parte di situazioni in cui sarebbe essenziale levarla, finirà per farci andare fuori strada: è molto importante avere delle idee da difendere e diffondere con coerenza, ma è ancora più importante saper riconoscere che la gomma della bici su cui ci sentiamo imbattibili è bucata. “Riconoscere” significa non perdere mai la capacità critica, non seguire mai nulla come dato, ma analizzare con giudizio tutto ciò che, nel caso in questione, la politica offre.È facile giudicare un sindaco per i suoi errori, specialmente se appartiene a un partito a cui non diamo minimo affidamento; tutti giudicano, tutti parlano, pochi indicano i casi concreti. Il mestiere di sindaco è senz’altro uno dei più criticati, ma anche dei più difficili. Fare ciò che tutti vorrebbero venisse fatto è assolutamente impossibile; quindi essere un buon sindaco non significa essere “perfetto”, sarebbe contro ogni logica. Credo che il buon sindaco sia colui che ama il Paese di cui è primo cittadino, lo voglia crescere come un figlio, sbagliando a volte, ma mettendoci sempre quello sguardo paterno di attenzione e premura e con la convinzione e il desiderio di fare del proprio meglio con le forze a disposizione.
Martedì sera oltre 400 persone hanno gremito la sala del Kursaal ad Abano terme, per partecipare alla serata di presentazione delle liste e del programma elettorale da parte del candidato sindaco Davide Faggion. La parola passa subito al candidato che, dopo aver salutato e ringraziato la cittadinanza per una così copiosa affluenza, lascia spazio alle numerose personalità politiche accorse ad appoggiare la sua candidatura in questa tornata elettorale. Marino Zorzato, vicepresidente della regione, ha focalizzato il suo intervento sull’importanza di condurre una campagna elettorale casa per casa, facendosi conoscere dalla gente. Antonio de Poli, parlamentare e segretario regionale UDC, ha enfatizzato la decisione di non guardare ai partiti nella candidatura per Abano ma di spalleggiare una compagine coesa e spontanea. Lino Ravazzolo, sindaco di Teolo e coordinatore provinciale FLI, ha ribadito che Davide Faggion è l’uomo giusto per Abano, per la passione politica e l’amore per la propria città, con un programma solido, serio e basato sulla condivisione. Fabiano Bosetti, segretario regionale de La Destra, si è soffermato ancora una volta sulla necessità di “metterci la faccia”, per accorciare la distanza tra politica e cittadinanza.
Venerdì 8 aprile presso il Centro Parrocchiale san Sebastiano, don Marco Cagol di fronte ad una quarantina di ospiti, tra i quali il Sindaco di Vigonza Nunzio Tacchetto, è venuto a presentarci la Dottrina Sociale della Chiesa. Un argomento spesso scomodo, soprattutto in un momento di crisi politica come quello che sta vivendo la nostra amata Italia in questo periodo.
Il Sindaco di Vigonza Nunzio Tacchetto ha concesso un'intervista esclusiva all'Associazione padova104.com. Vigonza è un paese che conta 22 mila abitanti, con 7 Frazioni ognuna con le sue problematiche e le sue peculiarità da affrontare quotidianamente, per dare quelle risposte di cui il Cittadino ha bisogno. Padova104.com è andata dunque a chiedergli cosa vuol dire essere Primo Cittadino di un Comune così ampio. La storia politica di Nunzio Tacchetto inizia 8 anni fa con la creazione di un Movimento, Vigonza Viva che di certo ha dato i suoi frutti. Perchè creare Vigonza Viva e perchè questo impegno per la Politica? Ogni persona nel corso della vita persegue un obiettivo e si impegna con tutte le sue forze per realizzarlo. L'impegno per la politica nasce dalla voglia di mettersi a disposizione della Comunità e di restituire qualcosa di positivo per Vigonza. Vigonza Viva è partita con la voglia di creare entusiasmo, di rigenerare una classe politica che ha sempre le stesse facce e soprattutto dal fatto che nessuno di noi si riconosceva in un Partito ben definito.
Sono contrario alla guerra in Libia. Così come lo ero per il Libano e il Kossovo, diversamente dalla mia posizione su Iraq e Afghanistan. Certamente non per Gheddafi, che nel 1969 detronizzò un re saggio come Idris e cacciò gli Italiani confiscandone i beni (nel silenzio dei governi di allora) e neppure per quella parte del Trattato di amicizia italo-libica che ci porta a fare una ingiustificata e immotivata ammenda per gli anni (1912-1945) in cui la Libia era una nostra colonia, ma per i cospicui benefici che derivano dal medesimo Trattato in materia di sfruttamento delle risorse energetiche (gas e petrolio), di commesse per realizzare opere infrastrutturali in Libia e, soprattutto, per la collaborazione offerta e realizzata dalla Libia al fine di bloccare il flusso immigratorio verso l’Italia. Con la guerra tutto questo viene meno o, comunque, viene rimesso in gioco. Anche se sono completamente dalla parte di Berlusconi sul tema della giustizia, credo che lo scatenarsi della guerra contro la Libia possa essere motivo sufficiente per una crisi di governo. Io credo che un governo debba guardare unicamente all’interesse nazionale e non vedo come tale interesse possa essere perseguito da chi (Pdl pur con molti mal di pancia, pci/pds/ds/pd, Udc e altri) è favorevole all’azione bellica che manda a carte quarantotto i nostri contratti e la protezione assicurata al nostro territorio contro gli illegali.
Sabato 13 marzo presso l'aula Cesarotti di sociologia Matteo Renzi, Sindaco di Firenze, ha presentato il suo ultimo libro "Fuori!". Per introdurre i temi della serata, l' assessore alla cultura Andrea Colasio, ha analizzato il leit motiv del primo cittadino toscano, all' insegna della rottamazione e di un nuovo modo di amministrare.
Sabato 12 marzo, presso il Palazzo del Turismo di Montegrotto Terme, si è svolta una conferenza con l'Europarlamentare Magdi Cristiano Allam dal titolo "Amiamo l'Occidente rimanendo fedeli alle radici cristiane". La conferenza, organizzata con la collaborazione del movimento Terme e Futuro, ha visto la fervente partecipazione di oltre una ottantina di intervenuti che hanno avuto modo di confrontarsi apertamente con l'Europarlamentare che ha interagito alla varie sollecitazioni dei presenti con risposte chiare ed immediate. Dopo un breve excursus sul proprio cammino di conversione al cristianesimo ed alcuni brevi stralci di vita personale, l'Europarlamentare ha concentrato la propria attenzione sul rapporto tra cristianesimo e islam e sulle implicazioni del caso. Background di tutte le riflessioni sono stati i fondamenti del movimento politico fondato dall'Europarlamentare: Io amo l'Italia (ALI). Capisaldi di questo movimento politico sono: il riconoscimento della verità storica delle radici giudaico-cristiane della civiltà laica e liberale dell'Europa, l'amore per l'Italia, la fede nei valori non negoziabili che sostanziano e governano l'essenza della nostra comune umanità (sacralità della vita, dignità della persona, libertà di scelta) e la certezza delle regole che sostanziano diritti e doveri che garantiscono e vincolano tutti indistintamente. Soprattutto su questo ultimo punto si sono incentrate molte delle riflessioni dell'Europarlamentare in quanto, secondo quanto da lui asserito, sono più i diritti che tendiamo a concedere, che i doveri che tendiamo a far applicare.
Attuale, mai come in questo momento, il dibattito sull'energia nucleare. Da anni si discute sulla possibilità di ricorrere a questa forma di energia anche in Italia. Sembra che il ricorso al nucleare per alcuni sia necessario. E' di quest’avviso l’ex ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola, per il quale questo provvedimento ”colma un vuoto di oltre vent’anni e affronta finalmente i nodi irrisolti, i veti e le contraddizioni della gestione dell’energia nel nostro Paese che ci hanno fatto sinora pagare l’elettricità il 30% in più degli altri Paesi europei, ci hanno fatto dipendere dall’estero per l’85% dei nostri consumi e condannato ad alti tassi di inquinamento" Altri, molti altri, a sentire parlare di nucleare manifestano paura e scetticismo. Come dire: forse l’energia verrà acquistata a minor prezzo dalle società di distribuzione, ma chi assicura che corrisponderanno anche bollette bollette inferiori per i consumatori finali? Se il nucleare è così sicuro, perché nessuno lo vuole a “casa propria” e vengono erogati “incentivi” che hanno tutto l’aspetto di un risarcimento danni?
Il Consiglio dei Ministri ha deciso: il 17 marzo sarà festa nazionale per celebrare i 150 anni delle nostra beneamata Patria. decisione sacrosanta per ricordare quei momenti della nostra storia che hanno visto il sacrificio di così tanti grandi giovani, ventenni o poco più, disposti al supremo sacrificio in nome di un sogno, un sogno meraviglioso chiamato Italia! Oggi come allora tocca a noi! Noi giovani dobbiamo prendere per mano il nostro futuro e dobbiamo essere pronti a riportare la nostra Grande Italia al vertice mondiale! Dobbiamo salvarla dallo scempio indecoroso in cui i nostri politici l'hanno gettata, rendendola lo zimbello del mondo. Macchiavelli diceva che ogni grande uomo dotato di Virtù aveva saputo sfruttare la propria occasione concessagli dalla Fortuna. E allora quale occasione migliore si può pretendere?
Mercoledì il sindaco Patron ha ceduto la sua fascia a un ragazzo delle Scuole Medie G. da Cavino e non è uno scherzo!! Aula consiliare ha visto schierarsi assessori e consiglieri ragazzi della quinta elementare e delle scuole medie di Campodarsego per presentare un progetto nato nel 2007 sotto l’amministrazione Candiotto per trovare la sua espressione nel CCRR, il Consiglio Comunale dei Ragazzi e delle Ragazze. Gli obiettivi perseguiti da questi giovani amministratori sono l’educazione alla democrazia, alla tolleranza e alla solidarietà, sensibilizzando i loro coetanei alla vita pubblica locale e sviluppando un senso critico per esser coscienti che il futuro li vedrà protagonisti. Tra i progetti portati a termine ci sono dei laboratori sulla giornata della memoria e del periodo bellico attraverso le testimonianze dei loro nonni. Il più riuscito è sicuramente però il cartellone che recitava: “Una palestra più fornita, ti migliora la vita”, vedendo così arricchito il plesso scolastico di nuove attrezzature grazie al contributo delle famiglie.
L’Egitto sta vivendo un periodo di rivolte senza precedenti che mirano alla deposizione del presidente Mubarak (in carica dal 1981) e alla conseguente proclamazione di una democrazia prima delle elezioni di settembre. Procediamo con ordine: l’Egitto è una repubblica dal 18 giugno 1953, ha una Costituzione che organizza il potere politico secondo un sistema semipresidenziale multipartitico con bicameralismo asimmetrico. Il potere esecutivo è diviso tra il Presidente e il Primo Ministro ma rimane nella pratica interamente nelle mani del primo che viene nominato dal popolo a seguito di elezioni che raccolgono di fatto il 20-25% degli aventi diritto. Il potere legislativo è in mano al Parlamento bicamerale che prevede: l’Assemblea del popolo composta da 454 deputati di cui 400 eletti a suffragio universale, 44 in collegi uninominali e non più di 10 nominati dal presidente; e il Consiglio Consultivo composto da 264 consiglieri per 2/3 eletti dal popolo e la restante parte nominata dal Presidente con mandato di 6 anni. Detta così può sembrare una perfetta Democrazia Occidentale! Ma...
Due Carrare: I cittadini infastiditi: "Basta disagi! " 2 feb. 2011 Con l’inizio del nuovo anno i carraresi si ritrovano a dover convivere con una spiacevole verità: l’eliminazione dell’Utap Euganea così come i cittadini la conoscevano. La decisione è stata presa dall’Usl 17, ponendo così termine a una realtà che negli ultimi due anni si dimostrò perfetto esempio di efficienza e competenza. Che cosa cambia? L’Unità Territoriale di Assistenza Primaria è diventata un sistema di Medicina in Rete. I cinque medici, che continuano a svolgere le loro attività nella medesima sede di via Roma, non sono più a stretto contatto con i loro colleghi di Battaglia e Galzignano, ma saranno costantemente collegati tra loro via telematica. |
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