Parola chiave: Trovati 4 risultati.
Tag: Universitá Ordina

 

Sei ormai all'ultimo anno delle scuole superiori e non hai ancora scelto quale facoltá intraprendere l'anno prossimo? Vorresti sapere qualcosa in piú delle lezioni? Del rapporto professore-studente? Delle biblioteche? Cos'é un aula studio? Delle mitiche feste universitarie di cui tutti parlano?

Noi giovani dell' associazione padova104.com stiamo portando avanti un'iniziativa che proponiamo ai ragazzi delle scuole superiori al fine di aiutarli a scegliere la facoltà universitaria più giusta per le loro attitudini.

In particolare abbiamo ora deciso di rivolgerci ai ragazzi di V superiore degli istituti superiori della Provincia di Padova, dando loro una mano - o anche solo un'idea - per capire meglio cosa sia la vita universitaria, mettendo a fuoco soprattuttto l'importanza di compiere una scelta mirata, che poi sfocierà in un percorso di vita importante e caratterizzante per ciascuno. 

 

Una vita senza futuro, senza progetti. Del resto, chi si può permettere dei progetti, quando non puoi comprare un mobile a rate o fare un mutuo per la casa? Sei appesa al nulla.

Giovanna, trentasettenne, precaria all'ufficio cassa di un ospedale abruzzese, campa da dodici anni di proroghe di tre, sei mesi del contratto: il presente le offre molto poco. Ma è molto, molto meglio del futuro, che è diventato un incubo. L'incubo della tagliola: "Il contratto scade a fine gennaio. Chi sa cosa succederà? lo ho paura".

Gianluca, 29 anni, laureato in Scienze della comunicazione, tre anni nel call center di una grande azienda, il contratto l'ha già perso. Scade a fine dicembre e sa già che non glielo rinnoveranno. "Cosa faccio? Torno dai miei. Non ne ho nessuna voglia e la sento come una sconfitta. Ma non posso stare in mezzo alla strada. E poi? Boh. Ho provato a chiedere in giro, ma i miei amici stanno come me".

Giovanna e Gianluca sono due vittime immediate della La crisi economica, la recessione. Ma questa non è una crisi come le altre che l'hanno preceduta. E' diversa, perché ha delle vittime predestinate.

 

L'intervista proposta è volta a soddisfare qualche curiosità in campo universitario. A tal proposito, come ben sappiamo, una volta terminato il quinquennio di scuola media superiore, a chi decide di proseguire gli studi, attende una scelta di fondamentale importanza: la facoltà universitaria.

C'è chi racchiude il classico “sogno nel cassetto” fin da bambino, chi  aspira ad avere un rilevante conto in banca, chi vive una crisi di indecisione e non riesce a trovare il “proprio posto”. La “fatidica” scelta però non deve fondarsi su castelli immaginari: si tratta di una decisione che ci permetterà di costruire il nostro futuro e realizzare il nostro sogno, ma come purtroppo sappiamo i sogni non hanno consistenza e necessitano di un supporto per essere realizzati.

Questo supporto è costituito da un'appropriata conoscenza dell'ambiente universitario anteriore all'iscrizione, e per garantire tale conoscenza è utile rivolgersi a chi respira ogni giorno l'aria universitaria. Naturalmente i nostri sogni per quanto supportati necessitano di determinazione, interesse e passione per l'ambito scelto e non è detto che si rivelino sempre come ce li aspettiamo, ma inseguirli vale sempre la pena.

 

Si sta disegnando uno scenario un cui l’essere giovani non è più sinonimo di futuro e di crescita. Stipendi più bassi e prospettive ridotte anche per i laureati. Tempi duri per i laureati. Lo documenta, con sgomento e raccapriccio, l’ultima indagine effettuata da AlmaLaurea nel suo XII Rapporto sulle Università italiane. Si parla di un quadro di riferimento “a tinte fosche”. Le analisi e le statistiche relative hanno documentato e fotografato quanto sta succedendo da un anno a questa parte all’interno (e fuori) di una cinquantina di Atenei italiani. Coinvolgendo un numero di laureati di oltre 200 mila giovani in quasi tutte le varie discipline. La situazione nel mondo del lavoro desta qualche non indifferente preoccupazione. Il mercato del lavoro non riprende quota. E a risentirne sono i giovani, che si sentono un poi più scoraggiati e mortificati di prima. “Non assumono!!!” è il ritornello che si sente ripetere da loro, digrignando i denti, alla domanda imbarazzante: perché non lavori?