| MAGDI ALLAM a Montegrotto Terme |
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| Di Matteo Turlon | |
| Lunedì 14 Marzo 2011 14:45 | |
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Sabato 12 marzo, presso il Palazzo del Turismo di Montegrotto Terme, si è svolta una conferenza con l'Europarlamentare Magdi Cristiano Allam dal titolo "Amiamo l'Occidente rimanendo fedeli alle radici cristiane". La conferenza, organizzata con la collaborazione del movimento Terme e Futuro, ha visto la fervente partecipazione di oltre una ottantina di intervenuti che hanno avuto modo di confrontarsi apertamente con l'Europarlamentare che ha interagito alla varie sollecitazioni dei presenti con risposte chiare ed immediate. Dopo un breve excursus sul proprio cammino di conversione al cristianesimo ed alcuni brevi stralci di vita personale, l'Europarlamentare ha concentrato la propria attenzione sul rapporto tra cristianesimo e islam e sulle implicazioni del caso. Background di tutte le riflessioni sono stati i fondamenti del movimento politico fondato dall'Europarlamentare: Io amo l'Italia (ALI). Capisaldi di questo movimento politico sono: il riconoscimento della verità storica delle radici giudaico-cristiane della civiltà laica e liberale dell'Europa, l'amore per l'Italia, la fede nei valori non negoziabili che sostanziano e governano l'essenza della nostra comune umanità (sacralità della vita, dignità della persona, libertà di scelta) e la certezza delle regole che sostanziano diritti e doveri che garantiscono e vincolano tutti indistintamente. Soprattutto su questo ultimo punto si sono incentrate molte delle riflessioni dell'Europarlamentare in quanto, secondo quanto da lui asserito, sono più i diritti che tendiamo a concedere, che i doveri che tendiamo a far applicare. L'Europa e l'Italia si stanno ormai "scristianizzando", occupati come siamo a garantire qualsiasi libertà altrui senza "pretendere" che i doveri che valgono per noi, nella nostra Europa e nella nostra Italia, valgano anche per chi emigra e si insedia nelle nostre realtà. Ormai l'Europa garantisce a tutti l'assoluta libertà di espressione, di credo religioso, di usi e di costumi, senza pretendere che le nostre regole, le stesse che sottendono il nostro vivere giornaliero, vengano allo stesso modo rispettate. Esemplificativo di questo comportamento quasi "arrendevole" ed apparentemente orientato a garantire a chiunque la massima libertà, secondo l'Europarlamentare, quanto accaduto mesi fa davanti al Duomo di Milano, quando centinaia di musulmani si ritrovarono inneggiando slogan islamici e bruciando bandiere israeliane: sarebbe stato forse possibile, per noi cristiani, inneggiare slogan provocatori e bruciare bandiere con simboli islamici, magari davanti ad una moschea ed in territori musulmani? Questa una delle domande rivolte alla platea dall'Europarlamentare, più volte interrotto durante la sua disamina espositiva da convinti applausi.. L'Europa è garante di tutte le libertà altrui, ma sembra aver ormai dimenticato le proprie radici e la propria storia.. se non addirittura arrivare a rinnegarle pur di non ferire "l'altrui sensibilità"? Fatta l'Europa.. non ci resta che "fare" gli europei! Ricordiamoci, per esempio, la questione del crocifisso nelle aule scolastiche.. ma sarebbero talmente tanti gli esempi da citare che sicuramente finirei per dimenticarmene alcuni e magari anche particolarmente indicativi e caratteristici. Come non ricordare poi la visita del leader libico Gheddafi sul suolo italiano di qualche mese fa? Visita soggetta a tutti gli "onori" del caso (?) e visita nella quale le NOSTRE radici cristiane ed europeiste sono state insultate da questo despota ritenuto "utile" e quindi, forse, sopportabile? Leader che si è permesso di insultarci annunciando una inevitabile islamizzazione dell'Europa e dell'Italia, poiché incapaci di mantenere e affermare una nostra propria identità: quasi fossimo divenuti ormai quasi una "terra di conquista". Tanto "noi" garantiamo libertà e diritti a chiunque ed in qualsiasi caso! Ma dove sono i doveri di chi arriva nella nostra realtà italiana ed europea? Domanda che diviene quasi un mero esercizio di sterile retorica, impegnati come siamo a garantire diritti a chiunque senza richiedere nulla in cambio: è questa la vera Europa, o l'Europa ha smarrito ormai le proprie radici? Carte dell'ONU sui Diritti Umani modificate, piegate se non addirittura stralciate per non "infastidire" altre culture, dove il rispetto della persona umana è un labile optional, apparentemente solo per "garantire l'altrui libertà".. e le nostre libertà dove sono finite? Noi abbiamo solo doveri e nessun diritto? Ma noi siamo l'Europa: multietnica, aperta al dialogo, garante delle libertà.. o siamo ormai solo terra di conquista? Sembra quasi che ci si vergogni di affermare le nostre origini e la nostra storia: politici che abbassano la testa nascondendosi dietro al comodo paravento degli altrui diritti, magari senza nemmeno conoscerli.
La necessità è quella di porre in essere e di dare vita ad un nuovo modello sociale in grado di porre un argine al suicidio demografico che sta portando alla scomparsa delle società autoctone e della civiltà dell'Italia e dell'Europa, mettendo ovviamente al centro la promozione della cultura della vita, sostenendo la famiglia naturale, incentivando la maternità e la natalità. Contestualmente dobbiamo favorire ed incentivare un'educazione olistica che consenta ai giovani di essere autentici protagonisti del presente, assicurando una conoscenza corretta e responsabile dei valori non negoziabili che si traduca in un posto di lavoro concepito come diritto-dovere finalizzato alla costruzione di una società che persegue il bene comune, affermando il valore non negoziabile della dimensione dell'essere, piuttosto che dell'avere e dell'apparire. Forse siamo ancora in tempo per salvare l'Italia e l'Europa dallo "sradicamento" delle nostre radici cristiane e dei nostri valori: radici e valori che hanno portato alla nascita e alla formazione dell'Europa: è demandata alla nostra coscienza e all'effettiva presa di coscienza di italiani e di europei capire, comprendere e riaffermare che diritti e doveri valgono inevitabilmente ed inequivocabilmente per tutti e che le regole della comune convivenza devono essere garantite e soprattutto rispettate indistintamente da tutti. Diritti e doveri per tutti: non solo doveri per noi e diritti per tutti coloro che emigrano nella nostra Italia e nella nostra Europa. Più coerenza e coraggio nell'affermare anche i nostri diritti e meno ipocrisia oppure.. dimentichiamoci pure le nostre radici e togliamo davvero i crocifissi..e non solo dalle aule di scuola! Dott. Matteo Turlon |



