DUE CARRARE: la verità sul caso Antennopoli
Di Filippo Mattiolo   

 

Caso antenne: continuano le proteste di residenti e opposizione contro l’operato del comune di Due Carrare

La vicenda ha inizio verso la fine di settembre: in poco più di ventiquattro ore viene eretta una Stazione Radio Base a meno di 130 metri dalla scuola dell’infanzia. Immediata la reazione della cittadinanza, la quale costituisce il “Comitato Cento Passi”, raccogliendo 400 firme in pochi giorni.

In data 28 settembre, una copiosa delegazione degli abitanti partecipa al consiglio comunale, durante il quale viene concesso ampio spazio al botta e risposta tra cittadini e amministrazione. Dopo le prime delucidazioni sul susseguirsi dei fatti, il vicesindaco Claudio Garbo, coadiuvato dal sindaco Sergio Vason, afferma che i gestori della rete telefonica hanno la facoltà di posizionare le loro antenne dove meglio credono, con il rispetto dei limiti minimi imposti dalla legge. Il vicesindaco dichiara inoltre che le amministrazioni comunali non hanno nessuna facoltà riguardo al posizionamento di dette antenne.

 

Per approfondire le problematiche relative alla nocività delle Stazioni Radio Base, lo scorso 20 ottobre il comune ha organizzato una pubblica assemblea, la quale ha visto la partecipazione di voci autorevoli in materia:

Angelo Gino Levis: Professore Ordinario di Mutagenesi Ambientale presso l’Università di Padova e Membro della Commissione Oncologica Nazionale;

Alfio Turco: Direttore di Polab s.r.l., si occupa di pianificazione territoriale per l’insediamento di stazioni radio base per telefonia mobile, per conto delle pubbliche amministrazioni locali, gestione dei conflitti e inquadramenti normativi.

Denis Bettella: responsabile Arpav (Ag. Reg. Protez. Ambiente).

Il pubblico era nutrito e le informazioni chiare e apprezzate, anche se la dissertazione degli effetti sul corpo umano dell’elettromagnetismo sono state tutt’altro che rassicuranti. L'amministrazione, ha comunicato di aver chiesto alla Vodafone -proprietaria della stazione Radio Base in questione- lo spostamento dell'antenna e di aver ricevuto come risposta che la richiesta era in fase di valutazione. Dal punto di vista legale è stata chiarita la perfetta uniformità delle azioni dell’amministrazione al testo normativo. Ciò non toglie che membri del comitato, firmatari e rappresentanti dell’opposizione siano tuttora inappagati dal modus operandi di Vason e la sua compagine.

 

Per approfondire ulteriormente l’argomento il Comitato Cento Passi e la lista civica "Insieme per Due Carrare" hanno organizzato l’incontro con la cittadinanza svoltosi il 3 dicembre. Durante l’evento sono stati esposti gli snodi cruciali della questione, da dove emerge la poca trasparenza dell’operato del comune. I rappresentanti dell’opposizione hanno inoltre esplicato le loro proposte alternative alla proliferazione selvaggia delle Stazioni Radio Base, affermando -testo normativo alla mano- che uno strumento per limitare l’autonomia decisionale delle multinazionali della telefonia esiste: il piano territoriale di pianificazione per le installazioni. Di fatto, viene così smentita l’asserzione del vicesindaco Garbo, in merito alla totale impossibilità di opporsi all’installazione delle antenne in qualsiasi punto del territorio.

Bisogna dire che tale strumento non è obbligatorio ma facoltativo. Rimane così inalterate la perfetta legalità dell’agire del comune, ma permane quell’amaro in bocca, sapendo che noi cittadini veniamo male informati dalle autorità. Che questa lacuna provenga da imperizia, dolo o colpa poco importa!

 

Mi sia ora concessa la possibilità di formulare una considerazione:

L’agire nel rispetto delle norme di legge non sempre costituisce una condizione sufficiente per venire incontro alle attese del cittadino. Sono dell’opinione che, affiancando il buon senso alla ligia pertinenza alle disposizioni normative, si otterrebbe quel connubio di pragmaticità e consenso popolare, che in due parole è il Bene Comune.

Io lo ho chiamato buon senso ma gli appellativi sono molteplici: concertazione tra amministrazione e cittadinanza; dialogo preventivo e onnicomprensivo tra gli stessi membri della giunta comunale.

L’ardire di questa provocazione è indirizzato tanto ai membri del comune quanto ai cittadini: abbiamo la possibilità di arricchire il nostro territorio, con un buon governo e una partecipazione attiva, cerchiamo di anteporla a pregiudizi, antipatie e comportamenti dozzinali.

 

ABBIATE A CUORE IL NOSTRO PAESE

 

Filippo Mattiolo