| Marta Czok al Palazzo Antico del Ghetto in occasione della giornata della Memoria |
| Di Irene Candiotto | |
|
Per celebrare la giornata della Memoria, oggi Mercoledì 26 Gennaio alle ore 18.00 si inaugura al Palazzo Antico Ghetto una mostra della pittrice Marta Czok dal titolo: “I bambini nella guerra e nella shoah”. La mostra è stata organizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova con il patrocinio della Comunità Ebraica di Padova e sarà visitabile tutti i giorni dalle ore 10.00 alle 12.30 e dalle ore 16.00 alle 19.00 fino al 13 febbraio 2011. Ingresso libero. Le opere di Marta Czok, pittrice di origini polacche, rivelano un progetto dedicato alla memoria dei bambini vittime di guerra, in particolare dei bambini polacchi sia di fede cristiana che di fede ebraica che furono deportati dal Terzo Reich.
Scrive Marta Czok: “Si dice che dovremmo imparare dalla storia ma l’unica lezione che la storia ci insegna realmente, e a fondo, è che non impariamo niente – così le guerre continuano e le loro vittime principali sono sempre i bambini. Pertanto il mio tema, pur avendo avuto inizio mezzo secolo fa nel mio paese d’origine, comprende tutte le giovani vittime, chiunque siano, dovunque siano e, tristemente, dovunque saranno.[...] I bambini qui sono al centro del palcoscenico ed è un palcoscenico messo su da alcune delle menti più imperdonabilmente traviate dei tempi moderni. Queste opere sono una sorta di promemoria di coloro che hanno perso le loro giovani vite senza mai arrivare in prima pagina. Sono il mio riconoscimento concreto dei miei sfortunati quasi-coetani”. Marta Czok con le sue opere è in grado di scuotere le nostre coscienze dipingendo bambini nudi senza sesso come a significare un futuro negato di uomo o di donna. Per questo la mostra è soprattutto un viaggio della memoria collettiva. La pittrice dice a questo proposito: "è comprensibile che una volta che il mondo è uscito da uno dei suoi periodi più barbari, i superstiti hanno provato a dimenticare tutta la malvagità, per tornare a vivere". Ma Marta Czok ha sentito di dover ridare “vita” ai bambini vittime di quelle malvagità rappresentandone il pianto e scrive: "I bambini sono bambini: se sentiamo un neonato piangere al buio non saremo mai in grado di indovinare la sua razza o la sua religione". Abituati come siamo alle immagini di morte e di dolore davanti ai dipinti di Marta Czok ci dobbiamo soffermare e riflettere sulla verità dei fatti: una verità persistente come persistono le guerre.
|
