Appuntamento con il Direttore Generale dell'Ulss 15, dottor Francesco Benazzi
Di AlessandroRuzza   

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Mercoledì 2 Marzo l'associazione padova104.com ha avuto il piacere di incontrare il Direttore Generale dell'Ulss 15, dottor Francesco Benazzi. E' stata una grande occasione di confronto con uno dei protagonisti della ribalta sanitaria attuale che coinvolge il nostro territorio. Il dottor Benazzi si è dimostato molto disponibile a concedere l'intervista, soprattutto per fare in modo che le novità inerenti lo scenario medico siano conosciute dai cittadini, alla luce della recente approvazione del "Piano di zona 2011-2015" avvenuta nel novembre scorso, dalla Conferenza dei Sindaci dell'Alta Padovana di concerto con l'Ulss 15.

Dottor Benazzi, ci presenti i punti focali del nuovo Piano di zona. Cosa cambierà per il cittadino?
Partiamo da un ragionamento che è questo: l'Ulss 15 ha la delega di tutti i Comuni per agire sia a livello sanitario che a livello sociale. La cosa è importante perchè è unica nel Veneto e dovrebbe essere presa da esempio: i Comuni fanno sistema con l'Ulss in nome di un'unica governance, che permette di affrontare al meglio i problemi socio-sanitari che riguardano i cittadini del nostro territorio. Inoltre, anche da un punto di vista economico questa stretta collaborazione consente anche ai piccoli Comuni, con poche risorse, di sostenere l'impatto con i bisogni della gente.


Per quanto riguarda il Piano di zona, l'obiettivo è quello di mantenere gli stessi livelli di assistenza sul territorio. Per gli anziani esiste una rete di case di riposo ed RSA (Residenze Sanitario Assistenziali) da mantenere e potenziare, poichè soprattutto le prime sono sottodimensionate per numero di posti letto. Si è proceduto quindi ad avanzare una richiesta di aumento dei posti letto ed un aumento delle impegnative nei confronti della Regione.
I disabili, da parte loro, potranno contare sulla costruzione di nuove comunità, dato che, ad oggi, si è costretti a mandarli in case di cura esterne al nostro territorio, ad esempio a Vicenza e a Parma. Il nuovo Piano permetterà dunque di recuperarli, soprattutto grazie all' aiuto del corporativismo che, insieme con il mondo del volontariato, costituisce un' importante risorsa da sfruttare. Con l'appoggio delle cooperative si riusciranno a costruire gli alloggi che prima erano inattuabili visti gli eccessivi costi.

 

E per i Servizi a domicilio?
Oggi il servizio a domicilio è un obiettivo importante, è il futuro non solo a livello sociale ma anche nella Sanità, perchè il paziente dev'essere sempre più curato e tutelato a casa, essendo il lugo dove sta meglio e perchè ci sono i familiari.

Esiste già una rete di ADI ( Assistenza Domiciliare Integrata) con 50 infermieri appoggiati dal medico di famiglia e dagli specialisti a domicilio e di cure palliative domiciliari nel caso in cui il paziente sia oncologico terminale. Se però la famiglia non riuscisse a sostenere il carico del malato o dell'anziano non autosufficiente, o se fossero richieste cure specifiche, si faranno scelte diverse a seconda quindi dei singoli casi. Un' altra importante novità sarà la Domotica: le case tecnologicamente avanzate in cui il paziente cronico verrà gestito a casa con un sistema avanzato di telecamere, di apparecchiature per i paramentri vitali collegati direttamente con l'infermiere, il medico curante e lo specialista a domicilio. 

Come accorciare le interminabili liste d'attesa?
C'è un grande sforzo che si sviluppa secondo tre punti: innanzitutto si stanno assumendo nuovi medici cercando di ampliare il parco di specialisti ambulatoriali; in secondo luogo, abbiamo convenuto con i pre-accreditati, esterni all' Ulss, un pacchetto di visite per abbassare le liste d'attesa.   È chiaro però che si dovrà lavorare sempre più con la medicina in famiglia, poiché è proprio il medico di base che costituisce il primo filtro facendo una diagnosi chiara e precisa che vada a dare indicazioni allo specialista. L'ultimo riguarda la creazione di un numero verde, attivo già da quest'anno, dove il medico di famiglia contatterà in orari preordinati lo specialista per chiedere consiglio se mandare o meno il paziente: troppo spesso infatti succede che il paziente viene mandato senza reale motivo.

 

Sono vere le accuse di coloro che affermano che sta riducendo i posti letto, soprattutto per neurologia?
I politici devono rendersi conto che siamo in un periodo di estrema difficoltà economica: la Sanità dovrà dunque operare nell'ottica di una riduzione dei costi ottenibile solo mediante l'eliminazione dei rami secchi.

Cosa fare dunque?
Innanzitutto investire nel territorio ma razionalizzando i costi.

Con neurologia eravamo in una situazione anomala sia nei confronti della sanità italiana che nei confronti della sanità veneta, che funziona bene. C'erano infatti due neurologie nonostante tale specializzazione potrebbe essere esercitata a livello ambulatoriale poichè serve per dare consulenze agli altri specialisti. Il problema sollevato, dunque, è un falso problema: qualcuno sta usando il canale politico per fare un pò di confusione. Ma questo si deve evitare, al contrario bisognerebbe fare sistema per mantenere il livello fin qui raggiunto con costi inferiori. Agendo in questo modo si riusciranno ad abbassare i costi del 30%.

Continuerà la tradizione che vede molte mamme partorire a Camposampiero e a Cittadella, piuttosto che a Padova?
Le due ostetricie presenti nei nostri ospediali sono poli d'eccellenza da mantenere. Nel 2010, i parti a Cittadella sono stati 1238 e i parti a Camposampiero 1640. Ecco, si dovrà agire per mantenere questi numeri. 

E in tema di eccellenze?
Più che puntare su nuove eccellenze, si dovranno rafforzare le molte già presenti: a Camposampiero con la Chirurgia Robotica, L'Oculistica, l'Urologia e la Ginecologia; mentre a Cittadella con Cardiologia ed Ortopedia. Tali centri sono riconosciuti a livello regionale e si dovrà dunque puntare a valorizzarli mantenendo i vari professionisti già presenti.

Come venire incontro alle esigenze dei cittadini di Vigonza, costretti ad essere ricoverati a Cittadella piuttosto che nel più vicino ospedale di Padova?
Mi rendo conto che quello dei cittadini di Vigonza sia un problema, al quale stiamo cercando di dare una risposta pronta. Intanto bisogna dire che parcheggiare a Padova nella zona dell'ospedale risulta spesso e volentieri più costoso e difficile rispetto che andare a Cittadella. A parte le battute, ho chiesto ai politici di creare una linea di autobus che consenta di collegare Vigonza con Camposampiero. Inoltre con i colleghi dott. Cestrone, dott. Rao e dott. Pavesi abbiamo instaurato un tavolo per creare un Dipartimento delle emergenze unico, che consenta al cittadino di Vigonza di essere ricoverato lì. Inoltre si deve tener conto che l'ospedale di Padova deve soddisfare le esigenze all'interno della provincia, ma anche a livello regionale e nazionale. L'Ulss 15 invece è territoriale e dispone di ospedali di rete. Infine, in accordo con il sindaco Tacchetto verrà creata una linea di bus-navetta, a cui hanno già aderito molti volontari con la massima disponibilità.

 

 

IL DOTT. BENAZZI sará ospite di una serata organizzata da padova104.com a Vigodarzere (PD), martedí 22 Marzo 2011 alle ore 20.45 presso la Sala Consigliare "La Brenta".

Ti aspettiamo!


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