| Vigonza: Ulss 15 o Ulss 16? Leonardo Padrin dice la sua |
| Di AlessandroRuzza | |
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Ci risiamo. Quando si parla di sanità il dibattito è aperto e spesso rovente. Lunedi 19 aprile, Leonardo Padrin, Presidente della V Commissione in Consiglio Regionale, è venuto a Vigonza, invitato dai vertici del PDL comunale per fare il punto sulla questione: che ne sarà dei malati vigontini? L’assemblea si è svolta presso il Centro diurno per anziani di Peraga e ha visto la partecipazione dell’Amministrazione Comunale rappresentata dal Sindaco Nunzio Tacchetto, dagli organizzatori della serata Sandro Benato e Alberto Rizzi, oltre che l’Assessore Elio Negri, il Presidente del Consiglio Comunale Pietro Giovannoni ed i Consiglieri Damiano Gottardello e Simone Bison. Il consigliere Padrin è stato fin da subito chiaro, come al solito: la sanità veneta è ad un bivio, o si prendono delle misure concrete per ripartire o si rischia di sprofondare sempre di più. La situazione non è ancora tragica, ma la verità è che il settore privato, che rappresenta solo il 5% del totale, è la vera locomotiva , mentre il settore pubblico sta attraversando una crisi e va riformato. Sempre meno pazienti dal resto d’Italia vengono a curarsi in Veneto e sempre più Veneti vanno a curarsi nel resto d’Italia: bisogna invertire questa tendenza.
Il futuro, afferma Padrin, vedrà la diminuzione del numero di ospedali, che dovranno essere utilizzati solo per interventi di un certo tipo e di una certa gravità. Infatti, si deve puntare più sulle strutture intermedie territoriali (come le RSA o le strutture h 24) e su quelle destinate ad accogliere i malati in fase di riabilitazione, che vedrebbe i medici generali con un nuovo ruolo centrale nella cura del paziente. Per quanto riguarda la costruzione del nuovo ospedale di Padova, il consigliere ha un’idea precisa: si deve fare come a Verona e costruire nello stesso territorio dov’è allocato adesso e non in zona Padova Ovest, in un terreno disponibile tra 20 anni, senza valore e a rischio inquinamento. Vigonza è un caso particolare. Padrin esprime con forza l’idea che il bacino naturale di utenza per i cittadini di Vigonza non sia l’Ulss 15 che li costringe a farsi visitare a Camposampiero se non addirittura a Cittadella, bensì l’Ulss 16 di Padova, poiché è più vicino e perché ci sono i servizi pubblici adeguati per il trasporto. L’ospedale per acuti di Camposampiero e Cittadella dovrebbe invece specializzarsi, mantenendo le eccellenze già presenti e potenziandole in altri campi, diventando così un ente ricercato a livello Veneto e Nazionale. Non è dello stesso parere il sindaco Tacchetto, che è convinto della bontà della decisione di rimanere legati all’Ulss 15, dove Vigonza con i suoi 22 mila abitanti può far sentire forte e chiara la propria voce, cosa che invece non potrebbe fare a Padova perché equiparata ad altre grandi realtà. Cosa fare dunque? Si deve intervenire raddoppiando le potenzialità del Distretto di Vigonza per assicurare un servizio adatto al numero di utenti del territorio, cosa che oggi è ben lontana dalla realtà. Gli ospedali di Camposampiero e Cittadella vanno comunque potenziati e specializzati, ma mantenendo sempre la loro connotazione territoriale. Il dibattito è proseguito poi con i molti interventi dei presenti, preoccupati per i disagi derivanti dalla distanza eccessiva che separa Vigonza da Cittadella e Camposampiero e soprattutto dalla totale assenza di servizi pubblici che possano fungere da ponte di collegamento. In molti si sono ritrovati d’accordo con il parere del consigliere Padrin sulla necessità di tornare a Padova, o quantomeno di poter decidere direttamente in quale ospedale essere ricoverati in caso di trasporto con ambulanza.
La serata si è conclusa all’ insegna della cooperazione, soprattutto tra il Sindaco e il Presidente: si deve fare squadra e remare dalla stessa parte tutti insieme, per garantire prima di tutto l’interesse dei cittadini e per ripristinare lo storico prestigio che contraddistingue la sanità padovana! |

