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Una Milano che non ti aspetti: "L'odore dell' asfalto"

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Tematiche & Opinioni
Democratizziamo le primarie!
Di Irene Candiotto   

ASTENSIONE

La discussione sulla partecipazione degli iscritti e dei simpatizzanti nella scelta dei candidati è ormai all’ordine del giorno per le democrazie europee, soprattutto in un momento come questo nel quale i cui partiti sono avvertiti dalla popolazione sempre più distanti dalla società civile. La classe politica viene accusata di costruirsi “una professione” infatti lo sciorinare orpelli a destra e a sinistra è diventato più importante che rispondere a concetti di servizio della comunità. Arrivati al limite della sopportazione sia dei candidati che ci propinano sia dei loro slogan adesso più che mai ha senso una selezione più competitiva delle candidature politiche, con lo scopo di raggiungere una maggiore democratizzazione all’ interno dei partiti. E’ tuttavia assai dubbio che il termine 'democratizzazione' sia il più appropriato per descrivere questo processo. Le primarie e il voto degli iscritti possono rafforzare il ruolo degli iscritti nella scelta dei candidati, ma finché la leadership è in grado di regolare e condizionare tale processo, le scelte degli iscritti rimarranno inefficaci. La partecipazione degli iscritti riduce il potere della dirigenza nella scelta dei candidati, ma le consente di accrescere il proprio potere emarginando i centri di potere alternativi, come le strutture intermedie del partito che a volte si spendono molto a livello locale. Ecco perché le primarie in Europa difficilmente svuoteranno i partiti com’è accaduto negli Usa: finché le primarie sono regolate dai partiti e limitate agli iscritti, il partito europeo di massa sopravviverà.

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Un momento di confronto: IL SISTEMA ELETTORALE STATUNITENSE
Di Irene Candiotto   

McCain-Obama_carta

 

Dalla fine della prima Repubblica nel nostro paese si discute molto  sul sistema elettorale, che è stato per svariati anni perenne oggetto di contrastate riforme. Oggi volevo far riflettere sul sistema elettorale USA, poi più avanti passerò in rassegna altri i principali sistemi elettorali: Inghilterra, Germania e Francia.

La natura del sistema elettorale degli Stati Uniti è piuttosto complesso poiché ci sono una moltitudine di uffici elettivi e molte elezioni che non sono tutte tenute con lo stesso sistema.

Ricordo che gli Stati Uniti sono una repubblica presidenziale a carattere federale ed ogni Stato ha un proprio sistema elettorale (per esempio la maggioranza degli Stati vota con il collegio maggioritario, il Maine e il Nebraska votano con il sistema proporzionale).

Il presidente e vicepresidente, sono eletti ogni quattro anni; il Senato che è formato da 100 membri, due per ogni stato, si rinnova per un terzo ogni due anni mentre  la Camera dei Rappresentanti  con 435 membri si rinnova per intero con le elezioni di mid-term ogni due anni. Fa riflettere il dato numerico: si pensi che la popolazione dell’America del Nord è più di 310 milioni e ha meno rappresentati dell’Italia in Senato.

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Universitá, cosa scegliere? INTERVISTA a Dr. Gianni Tamino
Di Lara Moretto   

Gianni_Tamino

 

L'intervista proposta è volta a soddisfare qualche curiosità in campo universitario. A tal proposito, come ben sappiamo, una volta terminato il quinquennio di scuola media superiore, a chi decide di proseguire gli studi, attende una scelta di fondamentale importanza: la facoltà universitaria.

C'è chi racchiude il classico “sogno nel cassetto” fin da bambino, chi  aspira ad avere un rilevante conto in banca, chi vive una crisi di indecisione e non riesce a trovare il “proprio posto”. La “fatidica” scelta però non deve fondarsi su castelli immaginari: si tratta di una decisione che ci permetterà di costruire il nostro futuro e realizzare il nostro sogno, ma come purtroppo sappiamo i sogni non hanno consistenza e necessitano di un supporto per essere realizzati.

Questo supporto è costituito da un'appropriata conoscenza dell'ambiente universitario anteriore all'iscrizione, e per garantire tale conoscenza è utile rivolgersi a chi respira ogni giorno l'aria universitaria. Naturalmente i nostri sogni per quanto supportati necessitano di determinazione, interesse e passione per l'ambito scelto e non è detto che si rivelino sempre come ce li aspettiamo, ma inseguirli vale sempre la pena.

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Guns N’Roses: in libreria “Reckless Road”
Di Lara Moretto   

guns_book
Arriva in tutte i negozi “Reckless Road”, il libro edito da Edizioni BD che racconta attraverso immagini e testimonianze la nascita della band Guns n' Roses, dagli esordi fino al successo planetario sancito da “Appetite for destruction”, il primo album. Il libro dedica un capitolo anche agli eccessi: alcol, droga e sesso. Una pubblicazione per tutti gli appassionati della band ma adatta anche a coloro che si affacciano per la prima volta al suo mondo eccessivo.

GUNS N' ROSES
I Guns n'Roses sono stati uno dei gruppi migliori che lo street rock targato '80 ci ha donato. Hanno saputo unire una smielata dolcezza ad un suono aggressivo e ruggente delle chitarre,hanno alternato testi scabrosi,romantici,politici,assaporato diverse sfumature della musica ma marchiandole di pistole e rose...

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Strategia UE 2020: rimandati al 2020 gli obiettivi falliti del 2010
Di Irene Candiotto   

 

La strategia UE 2020 ha origine dal “fallimento” dell’attuale strategia di crescita di Lisbona 2000-2010. La necessità di programmare nuovi obiettivi nel decennio 2010-2020 è stata rinnovata in ordine sia alle problematiche legate alla crisi economica sia per organizzare una politica di crescita comune.

La strategia UE 2020 è un documento molto ambizioso che riprende i temi del precedente documento di Lisbona, ma ne amplia la portata e pone in maggior risalto i valori nei quali l’economia dell’Unione europea dovrebbe fondarsi. Le parole chiave del documento sono: crescita intelligente, inclusiva e sostenibile, green economy, flessicurezza e società partecipativa. Tali concetti sono degli obiettivi-parametri imprescindibili per valutare l’ incremento e la qualità della produttività.

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Il verde pubblico: tra progetto di funzioni ricreative e necessità ambientali
Di Irene Candiotto   

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Assistiamo in questi ultimi tempi al continuo pianto greco delle amministrazioni comunali che si lagnano a volte con ragioni plausibili, ma a volte in maniera pretestuosa che il taglio di fondi e l’abolizione dell’ICI impedisce loro di investire nella cura del verde urbano e la creazione di nuove aree verdi, in zone dimesse e degradate che potrebbe rappresentare una soluzione alle esigenze del decoro urbano e dotare i comuni del hinterland padovano ormai ridotti a periferia senza soluzione di continuità di spazi di ricreazione.

Occorre ricordare, ed è sotto gli occhi di tutti, che l’ICI non ha fatto altro che moltiplicare le generose concessioni di licenze di costruzione da parte dei comuni per avere sempre più fondi da gestire a loro disposizione, ma senza riguardi e scrupoli agli aspetti negativi di una cementificazione che già nei decenni passati avevano compromesso il territorio.

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Geriatricrazia
Di Matteo Masetto   

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Il fallimento o il successo alle ultime elezioni amministrative ha il sapore del cambiamento. Tranne rare eccezioni i cittadini hanno scelto di voltare pagina rispetto alla situazione precedente, non riconoscendosi più nelle facce dei soliti noti. .

Una svolta che si ritiene necessaria non solo per il parziale fallimento della politica attuale ma anche in termini di carrierismo. Mettersi al servizio di altri, perchè grazie al loro consenso, ora questi possono non più badare solo alle faccende della famiglia o della propria azienda ma dell' intera res publica. Un incarico che assomiglia molto alla carriera del manager, in cui si lavora su mandato o commissione e finito il proprio compito ci si rimette a disposizione. Queste che sembrano banalità non trovano corrispettivo ad esempio nel nostro parlamento perchè sbirciando su un sito quale openpolis cè un ampia sezione che elenca i veterani della classe dirigente.

Sul podio per quanto riguarda la camera dei deputati troviamo al comando on. Mirko Tremaglia con un record davvero invidiabile: 39 anni e 12 giorni, mentre al senato a fare da capofila ci pensa l'on. Beppe  Pisanu con 37 e 21 giorni. 

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L'Italia in prognosi riservata
Di Irene Candiotto   

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I risultati delle amministrative hanno dimostrato che Berlusconi sta perdendo sempre più margine di manovra dopo la sconfitta milanese.

Dal mio punto di vista lo stato attuale delle cose è questo: nel centro sinistra siamo nel perenne caos e il risultato di Napoli è una prova, nel centro destra invece siamo ad una svolta, una svolta annunciata: non sarà difficile mandare a casa un leader come Berlusconi.

Mentre il resto dell’Europa sta iniziando -a diverse velocità- a riprendersi dalla crisi degli ultimi anni, noi abbiamo un presidente del Consiglio che porta avanti le sue battaglie personali dimenticando di fare le cose importanti per l’Italia. Che la giustizia italiana sia da riformare lo sappiamo da anni, ma in questo momento le sue beghe contro i magistrati non agevolano le riforme necessarie.

Dati alla mano l’Italia è cresciuta nel 2011 del 0,1%, gli investimenti stranieri sono in calo, un giovane su quattro è disoccupato e il debito pubblico aumenta sempre più. Ci sono delle priorità da rispettare e non siamo più disposti ad ascoltare i soliti litigi tra politici e a supportare le battaglie personali dato che non portano vantaggio a nessuno.

In Italia non mancano i talenti, peccato che non siano di certo in Parlamento altrimenti non si spiega come mai nessuno si stia sforzando di capire la realtà in cui siamo e nessuno sproni il governo ad adottare misure economiche adeguate alla situazione che stiamo vivendo. Il Governo rimanda di continuo le vere riforme forse in attesa di momenti migliori, se verranno.

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