| ILSISTEMA DI TUTORAGGIO AZIENDALE: dialogo tra nuova e vecchia generazione di imprenditori |
| Di Irene Candiotto | |
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Adesso però che è tutto cambiato e stare al passo con i tempi è difficile: più concorrenza, regole del mercato ristrette, aumento della burocrazia e tanti altri problemi anche legati a leggi più restrittive e nuove, mercati che non si conoscono più, nuovi gusti, nuove tecnologie. Capire le trasformazioni e gestirle non è cosa facile per chi fa da tanti anni lo stesso lavoro. L'imprenditore che per anni ha lavorato in un modo si trova di fronte a nuove sfide talvolta traumatiche per l'azienda, che spesso cade nelle mani di familiari che non hanno fatto formazione sia all'interno della propria azienda che all’esterno in altri gruppi. Secondo gli esperti un passaggio generazionale su due è gestito con difficoltà, ne consegue che la maggior parte delle aziende con un fatturato superiore ai 10 milioni è gestito da ultrasessantacinquenni, e se l’esperienza ha i suoi vantaggi in realtà i dati dicono tutt’altro. Infatti il momento del cambio generazionale non può che significare cambiamenti nell'organizzazione, nuovi prodotti, nuovi mercati, ma soprattutto un efficace meccanismo di controllo di gestione. Nascono così una serie di figure che mettono in relazione nuove e vecchie generazioni d’imprenditori: i consulenti esterni o tutors aziendali che creano un ponte tra nuove e vecchie generazioni programmando inserimenti che prevedano responsabilità di aree di business o di specifici mercati, per poi salire a ruoli sempre più rilevanti.
Leggendo un articolo de “Il Sole 24ore” pubblicato in data 14 maggio 2011 ho scoperto che questo sistema di tutoraggio è una realtà anche per le aziende padovane: Luisa Barbieri, della Agrex di Villafranca Padovana afferma che un tutor esterno l’ha aiutata a dialogare con suo padre, agevolando di molto il passaggio delle consegne. Lei stessa in questa intervista afferma che “la crisi di questi ultimi anni ci ha dato una mazzata”, ma che grazie all'aiuto di un gruppo di consulenti ha messo a punto un business plan di sei anni “che sta dando buoni risultati e ci ha permesso di tornare a crescere in termini di fatturato e di redditività. Ora siamo nella piacevole situazione di non essere ostaggio delle banche”. Questa testimonianza prova che laddove il dialogo, la riqualificazione, la formazione e le tecniche aziendali fanno da padrone si potrebbe evitare il collasso aziendale e magari anche rimettere in piedi un’azienda e farla ripartire. |
Lasciare i giovani al comando potrebbe essere una soluzione per mantenere in piedi le nostre imprese al collasso. Gli imprenditori del nord est hanno fatto cose straordinarie staccandosi dall’impresa madre e partendo da zero, ma nascendo in un’epoca molto meno complessa probabilmente non hanno mai dato troppa importanza ai servizi per i clienti, non hanno puntato sulla ricerca e non hanno mai capito nulla di finanza. Forse proprio perché partivano dall’esperienza pura senza aver adempiuto dei percorsi formativi qualificanti che poi molti non hanno retto alla crisi.
