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Universitá, cosa scegliere? INTERVISTA a Dr. Gianni Tamino
Di Lara Moretto   

Gianni_Tamino

 

L'intervista proposta è volta a soddisfare qualche curiosità in campo universitario. A tal proposito, come ben sappiamo, una volta terminato il quinquennio di scuola media superiore, a chi decide di proseguire gli studi, attende una scelta di fondamentale importanza: la facoltà universitaria.

C'è chi racchiude il classico “sogno nel cassetto” fin da bambino, chi  aspira ad avere un rilevante conto in banca, chi vive una crisi di indecisione e non riesce a trovare il “proprio posto”. La “fatidica” scelta però non deve fondarsi su castelli immaginari: si tratta di una decisione che ci permetterà di costruire il nostro futuro e realizzare il nostro sogno, ma come purtroppo sappiamo i sogni non hanno consistenza e necessitano di un supporto per essere realizzati.

Questo supporto è costituito da un'appropriata conoscenza dell'ambiente universitario anteriore all'iscrizione, e per garantire tale conoscenza è utile rivolgersi a chi respira ogni giorno l'aria universitaria. Naturalmente i nostri sogni per quanto supportati necessitano di determinazione, interesse e passione per l'ambito scelto e non è detto che si rivelino sempre come ce li aspettiamo, ma inseguirli vale sempre la pena.

 

 

Detto questo vediamo di conoscere l'intervistato:

GIANNI TAMINO

l'intervistato in questione è Gianni Tamino, docente universitario di biologia presso l'università di Padova. Il Dr. Tamino ha svolto e svolge ricerche sugli effetti mutageni e cancerogeni degli inquinanti ambientali e sugli effetti dei prodotti transgenici. Già membro della Camera dei deputati (1983-92) e del Parlamento europeo (1995-99), fa parte del Comitato nazionale per la sicurezza alimentare presso il Ministero della Salute.

Mi sono presa la libertà di “spillare” qualche particolare di interesse generale riguardo l'ambiente che ci aspetta al termine del quinto anno. Il Dr. Tamino si è dimostrato molto disponibile nell'illuminarci a riguardo: l'università, come ci suggerisce Tamino, è un mondo da scoprire. Bisogna essere partecipi e astuti nel trarre più sapere possibile dagli insegnamenti dei docenti e naturalmente dai libri di testo che gli studenti comunemente chiamano “mattoni”. Tale mondo da scoprire, è decisamente diverso dal nostro attuale e grazie a Tamino vedremo di conoscerne le prime divergenze...

D: Visto l'ingente carico di esperienze sulle sue spalle, mi permetterò di trarre più "pillole di saggezza" possibile. Cominciamo dalla sua carriera in qualità di docente universitario: noi, studenti in prevalenza prossimi all'università, vorremmo sapere innanzitutto: che aria si respira negli ambienti universitari?

R: Vi sono molte differenze tra la vita nelle scuole medie superiori e all’Università. Anzitutto cambia lo stile di vita, il modo di seguire le materie e la modalità di studio, e poi ci si trova con molti più colleghi studenti contemporaneamente.

Ogni materia è svolta in modo autonomo, talora anche in aule e Istituti differenti, e si possono seguire con criteri che ogni studente deve valutare. Cambia anche il modo di studiare perché di solito vi è un esame finale che si può fare subito dopo la fine del corso o in specifiche sessioni d’esame (febbraio, estate, autunno), anche dopo più di un anno. In alcuni casi vi sono delle verifiche periodiche che permettono di superare l’esame se l’insieme dei voti è positivo (l’esame può essere scritto o orale o, talora, sia scritto che orale). E’ importante capire quale sia il modo migliore per preparare l’esame, trovando una propria capacità di studio e di organizzarsi per arrivare alla fine dei corsi in grado di sostenere più esami possibile.

D: Attenendoci al campo universitario in questione, che tipo di rapporto si instaura fra docente e studente, a differenza delle scuole superiori?

R: Il rapporto è meno diretto perché ogni docente insegna solo alcuni giorni alla settimana per qualche mese e spesso insegna a un numero elevato di studenti (50, 100 o anche più).

Il docente raramente conosce per nome gli studenti e spesso non sa chi sono quando vengono a fare l’esame. In certi casi invece, per materie facoltative, vi possono essere pochi studenti e può instaurarsi un rapporto più diretto tra studenti e docente; infine vi è un rapporto molto diretto tra lo studente ed il docente che segue la tesi di laurea, che lo studente deve presentare per laurearsi.

D: Lei, nello specifico, insegna biologia presso "facoltà scientifiche". In quali per l'esattezza? E quali sbocchi esse offrono nel futuro campo lavorativo?

R: Io insegno sia nella Facoltà di Scienze (Corsi di laurea di Scienze Naturali e di Biologia) che in quella di Agraria (Corso di laurea in Scienze e Tecniche dell’alimentazione).

Questi diversi corsi possono offrire diverse prospettive di lavoro: fare il naturalista, il biologo o il tecnico dell’alimentazione, sia in strutture pubbliche (Agenzie pubbliche che si occupano di ambiente o di alimentazione; uffici della Regione o della Provincia o del Comune, ecc.) che private (Laboratori di analisi, studi che fanno valutazioni ambientali, ecc.); ma va detto che in questo momento i posti di lavoro in questi settori (come purtroppo in molti altri) non sono molti.

D: Passiamo ora a un altro interessante ambito di sua competenza: la politica. In qualità di ex-parlamentare europeo, potrebbe dare qualche utile consiglio su come meglio intraprendere tale strada?

R: Non c’è un modo specifico per intraprendere questa strada. Di solito se si hanno idee e proposte per risolvere problemi che riguardano la collettività e sono condivisi da chi organizza una lista elettorale, si può essere inseriti in questa lista e, se i cittadini ti votano, si può essere eletti.

libriD: Ed ora in un paio di righe, cosa si sentirebbe di consigliare, a noi ragazzi in un momento di indecisione, ansia e voglia di perseguire i propri obiettivi, prima della "grande scelta" universitaria?

R: Anzitutto porsi la domanda “cosa mi piacerebbe fare?” e quindi verificare le possibilità di intraprendere quella strada. Io credo sia meglio fare volentieri degli studi piacevoli e per i quali ci si sente portati che scegliere un corso di laurea solo perché si pensa di poter guadagnare molto,dopo la laurea. C’è il rischio di non riuscire a finire gli studi o di pentirsi, perché ci si sente costretti a fare qualcosa malvolentieri.

Grazie al Dr. Tamino la grande confusione che riempie la maggior parte delle nostre menti, ha forse trovato un po' di ordine e senz'altro è di aiuto per conoscere ed avvicinarci a questo ambiente. Questo è solo un piccolo spunto di informazione, ma, come mi ha consigliato Tamino, bisognerebbe conoscere al meglio tutte le facoltà che la nostra città, la nostra nazione, e perfino l'intero globo, ci offrono, tramite i mezzi a nostra disposizione come internet, i punti di orientamento, o le stesse università.

A mio parere conoscere le varie possibilità di scelta è davvero un ottimo punto di partenza, ma non prima di aver conosciuto se stessi. Potrà sembrare banale e scontato, ma il consiglio che vi porgo io, è quello di conoscere noi stessi, le nostre passioni, i nostri ideali, i nostri sogni, il nostro tallone d'Achille e i nostri punti di forza. Solo dopo aver “stretto la mano a noi stessi” potremo dare il Benvenuto al NOSTRO futuro.

Lara Moretto